L’organo prende il nome dall’artista , il veneziano Gaetano Callido (1727 - 1813) artigiano che assunse la titolarità dell'omonima fabbrica organaria fondata nel 1763 dopo un lungo perfezionamento professionale sotto la guida del celebre maestro Pietro Nacchini. Il successo si concretizza nelle province del Veneto e delle Marche, più tardi nella città di Costantinopoli e nel 1766 la grande occasione del rifacimento dei tre organi della Basilica di S.Marco a Venezia conferma definitivamente la fama del costruttore.
I manufatti che escono dalla sua bottega sono caratterizzati da sonorità limpide e trasparenti ottenute grazie all’altissima perfezione delle lavorazioni e dell’intonazione. Il proseguimento dell'attività da parte dei tre figli, contribuisce all'ulteriore diffusione degli organi Callidiani e la produzione, accuratamente registrata, si conclude nell'anno 1806 con lo strumento n. 430. L'organo di Calceranica, unico nella Diocesi per l'originalità e la conservazione di tutti gli elementi, venne richiesto nel 1805 dall'allora parroco don Gasparre Ferrari visto che quello già esistente, ceduto dal convento Francescano di Trento per 150 fiorini tedeschi (1722), non sarebbe resistito ancora per molto.
E' registrato col n. 419 e conserva tutte le caratteristiche strutturali e tecniche tipicamente adottate dall’artigiano nelle sue creazioni; la fonica di intonazione dolce, la leggerezza ed efficacia del sistema trasmissivo, la varietà della formula di registrazione rispettano i canoni della scuola organaria neoclassica settecentesca veneta della quale il Callido è uno dei massimi esponenti.