Miniera di Calceranica

“Progetto di valorizzazione delle aree minerarie di Calceranica,Vattaro e Bosentino” e della pubblicazione “Le miniere del Mandola in Valsugana”

E' stato un appuntamento importante per Calceranica e le comunità limitrofe quello di martedì 16 novembre 2004. Quel giorno, presso il teatro S. Ermete è stato presentato il “Progetti esecutivi di valorizzazione delle aree minerarie di Calceranica, Vattaro e Bosentino” recentemente ammesso al finanziamento europeo nell’ambito degli interventi previsti dal piano Leader Plus 2000-2006.
L’iniziativa assunta dal comune di Calceranica insieme con i comuni ex minerari di Vattaro e Bosentino è stata interpretata dal progettista dott. Luciano Bassi nella stesura di un programma di interventi finalizzati alla creazione di un percorso a tema di carattere storico-culturale avente l’obbiettivo di richiamare un numero apprezzabile di visitatori nel cuore dell’antica area mineraria dell’Alta Valsugana.
I tre municipi hanno sottoscritto un impegno comune in questa direzione, fondato principalmente su motivazioni di carattere identitario-emozionale e sostenuti da un ampio interesse di ex minatori e censiti che da anni sottolineano l’importanza della rivalutazione di uno spaccato di storia locale che ha profondamente segnato la vita di molte famiglie della comunità di Calceranica e dei vicini paesi.
Ne è prova l’attiva presenza del Gruppo Culturale Miniera (nato prima degli anni 90 con lo scopo di realizzare il monumento al minatore, realizzato poi ed inaugurato nel 1991) che collabora con l’Amministrazione nella ricerca di materiali e documentazione storica realtiva alla miniera e cura l’allestimento e la gestione di un piccolo ma significativo museo realizzato provvisoriamente all’ultimo piano del palazzo comunale.
Il progetto prevede l’intervento principale in prossimità dell’entrata della miniera che dista a pochi passi dal centro di Calceranica.
Il punto d’ingresso della galleria Leyla si trova in una più ampia area un tempo destinata interamente alla lavorazione del materiale estratto, oggi parzialmente trasformata; la proposta progettuale è volta a valorizzare il “cuore” dell’area mineraria di Calceranica, riportando in vita alcuni degli ambiti che per secoli furono il fulcro di tutta l’attività estrattiva dei filoni di pirite del Mandola.
Sarà realizzato un punto ricettivo-informativo ed espositivo-museale recuperando un manufatto adiacente a Via Miniera nei pressi dell’agglomerato Campregher. L’entrata della miniera sarà quindi raggiunta attraverso una torre con ascensore che accompagnerà il visitatore su un ponte che consentirà l’attraversamento della strada e il raggiungimento del piazzale antistante l’imbocco della galleria.
Tale necessità offre anche l’occasione di creare una struttura di fedele richiamo dell’architettura mineraria, a simulazione delle vecchie torri funicolari a servizio dei profondi pozzi delle miniere. La struttura dell’opera verrà realizzata per intero in metallo passivato con intelaiature improntate ad un sobrio equilibrio strutturale, sviluppando una forma slanciata visibile anche a distanza (ponte sul Mandola in Piazza Municipio) a divenire quasi l’emblema del parco minerario stesso.
A seguire sarà resa percorribile la galleria “Leyla” per una lunghezza di un centinaio di metri, creando poi un nuovo tunnel d’uscita di ulteriori 40 m che raggiungerà il “sentiero dei minatori”. L’allestimento della galleria sarà caratterizzato dalla presenza di attrezzature e materiali della civiltà mineraria tali da consentire un percorso tematico articolato e moderno. In questo senso, la collaborazione del Museo di Scienze Naturali di Trento rappresenta un elemento di garanzia e serietà sotto i profili espositivi-didattici-culturali.
Tutto questo offrirà al visitatore uno sviluppo sotterraneo di 130 metri più l’area esterna, sulla quale verrà posizionato un tratto di binari a scartamento ridotto con un locomotore minerario e relativi vagoncini.
Altro importante argomento affrontato da un ulteriore progetto è il recupero degli antichi ingressi delle gallerie S.Barbara 1 e 2, della ex polveriera e dei vecchi percorsi “decauville” un tempo utilizzati per il trasporto della pirite al paese di Calceranica. Insieme ad essi, è previsto pure il recupero dei “sentieri storici” che consentivano ai minatori dei vicini paesi di Bosentino e Vattaro di raggiungere il luogo di lavoro. Questo ultimo intervento verrà realizzato del Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della Provincia di Trento.
Nel corso della serata sarà inoltre presentato ufficialmente la nuova pubblicazione “Le miniere del mandola in Valsugana”. Si tratta del primo volume storico – scientifico incentrato sull’attività estrattiva a Calceranica, la cui realizzazione è stata voluta dal Comune di Calceranica e resa possibile grazie alla collaborazione del Museo Tridentino di Scienze Naturali (Trento) e alla disponibilità di professionisti e docenti quali il prof. Pietro Frizzo dell’Università di Padova, i dott.ri Lanzinger e Avanzini del Museo Tridentino di Scienze Naturali, l’Arch. Paolo Zamatteo e il geologo Paolo Passardi.
E' stata una serata particolarmente interessante e, ricca di argomenti che avranno presto un seguito operativo; Sicuramente è stato il primo passo per la realizzazione di un progetto culturale proiettato alla creazione a Calceranica di un preciso punto di riferimento e di studio sull'attività mineraria che coinvolge non solo il paese ma l'intera Valsugana.

Reception con torre e ponte di collegamento: l’emblema del parco minerario

La struttura dell’opera sarà realizzata per intero in metallo passivato con intelaiature improntate ad un sobrio equilibrio strutturale volte a sviluppare una forma slanciata visibile anche dal ponte sul torrente Mandola (Piazza Municipio).
Dal ponte si arriverà davanti all'imbocco della galleria “Leyla” che sarà percorribile per una lunghezza di un centinaio di metri. Un nuovo tunnel d’uscita di ulteriori 40 m consentirà il congiungimento con il “sentiero dei minatori”.

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Venerdì, 08 Gennaio 2016 - Ultima modifica: Venerdì, 26 Maggio 2017

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